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Tecarterapia

A cura del Dr. Ezio Pedercini – Medico Chirurgo iscritto all’Ordine dei Medici di Brescia

Tecarterapia è l’acronimo di “Trasferimento Energetico Capacitativo Resistivo”. E’ una terapia strumentale per il trattamento dei disturbi dovuti a traumi o infiammazioni.

Ha un’azione in grado di accellerare i processi riparativi e antinfiammatori che l’organismo attuerebbe da solo in tempi più lunghi e trova applicazione anche nel drenaggio emolinfatico, ripristinando il microcircolo e, quindi, l’ossigenazione tissutale.

Il primo pregio della tecarterapia è indubbiamente la riduzione del dolore e del gonfiore, che si ottiene grazie all’azione specifica sul sostegno emolinfatico e sulle terminazioni nervose.

Può essere associata alla terapia manuale (massaggio, linfodrenaggio), aumentando così l’efficacia della riabilitazione.

Con la tecarterapia si possono trattare efficacemente patologie di vari distretti corporei: ginocchio, spalla, anca, caviglia, colonna vertebrale, come pure patologie infiammatorie osteoarticolari e muscolari.

Questo è possibile perché l’azione può essere mirata in superficie alle fasce muscolari e al sistema circolatorio linfatico, ma anche in profondità, raggiungendo tendini, articolazioni, legamenti, cartilagine ed osso.

La tecarterapia richiama le cariche elettriche da tutto il corpo. Un elettrodo è collegato ad un generatore, mentre il secondo conduttore è rappresentato dal tessuto biologico. Già alla prima applicazione si possono avere effetti favorevoli con il sollievo dal sintomo, permettendo una più facile mobilizzazione articolare, riducendo, quindi, i tempi di recupero.

E’, quindi, indicata nelle terapie riabilitative per il recupero di distorsioni, lesioni tendinee, tendiniti, borsiti, esiti di traumi ossei e legamentosi, artralgie croniche di varia eziologia, artrosi, lombalgie e sciatalgie.

Per la sua capacità di ridurre significativamente i tempi di recupero, la tecarterapia ha trovato le sue prime applicazioni nel campo dello sport. Infatti, si è dimostrata molto valida nella riabilitazione post-traumatica degli atleti, ma anche nel migliorare i processi fisiologici bioenergetici dell’atleta.

Viene, quindi, impiegata nella preparazione, nel potenziamento muscolare, nella decontrazione e nel defaticamento dopo prestazioni sportive.

La tecarterapia non presenta generalmente controindicazioni anche se non è applicabile in soggetti portatori di pace-maker, nelle persone insensibili alla temperatura (ad esempio nell’ernia discale o nel diabete complicati da neuropatia sensitiva), nell’arteriopatia scompensata, nei pazienti affetti da neoplasie maligne e in gravidanza.

Può, tuttavia, essere utilizzata anche in pazienti portatori di protesi (anca – ginocchio – spalla) perché, al contrario di altre terapie, non provoca un surriscaldamento delle strutture protesiche.